COMUNE DI CEGGIA

Luoghi e Manifestazioni

PONTE ROMANO
Diverse sono le testimonianze del periodo romano, tra le quali si segnala una bella stele funeraria raffigurante due coniugi, collocata nell'atrio del Municipio, e soprattutto i resti del Ponte Romano (I sec. d.C.) di cui si conservano le fondamenta in arenaria, i piloni e le due testate. Il Ponte, costruito lungo il percorso della via Annia a scavalcare il corso del Piavon - deviato e rettificato ai tempi delle sistemazioni agrarie -dimostra da un Iato l'importanza della zona in epoca romana, dall'altro spinge a riflettere sulla travagliata storia di questo paesaggio pesantemente modificato dall'intervento umano.


CHIESA PARROCCHIALE DI SAN VITALE MARTIRE
La piccola cappella attorno alla quale si doveva sviluppare il neonato borgo di Ceggia è cresciuta assieme al centro urbano, conoscendo nel tempo diverse trasformazioni delle quali la più notevole è quella che nell'Ottocento ne ha invertito l'ingresso aprendolo sulla via principale. All'interno si distinguono per prege olezza gli affreschi raffiguranti il Martirio e il Trionfo di San Vitale, opera di Giambattista Canal, nipote di Canaletto. Il suo bel campanile ha girato il mondo fra le pagine di Addio al/e armi di Hemingway, che lo cita nel romanzo.


ORATORIO BRAGADIN
Fatto costruire dal patrizio veneto Marcantonio Bragadin alla fine del Settecento, l'edificio nasce come cappella dell'adiacente villa. Ideato da un ignoto progettista con limpida semplicità l'oratorio, a pianta rettangolare con piccola abside semicircolare, richiama nella sua classicità analoghi modelli Paliadiani.All'interno, un delicato ciclo di affreschi attribuiti a Giuseppe Bernardino Bison (1762 -1844) crea assieme all'alternarsi delle pietre colorate che ornano l'altare, le pareti le colonne, un incantevole gioco di luci e di colori. L'oratorio per il suo notevole valore storico -artistico è soggetto a tutela ai sensi di legge nazionale.


VILLE
Numerose e ben conservate le ville che a Ceggia come in tutta la campagna veneta sorsero soprattutto tra Seicento e Settecento ad opera delle nobili casate veneziane, che le usavano come residenza estiva e come aziende agricole. Si segnalano:Villa Bragadin XVI sec.: Casa Canonica di Ceggia XV sec.;Villa Carnielli XIX sec.;Casa Carrer XVI sec.;Villa Ferrari Perazza XVI sec.;Villa Loro di Motta XIX sec.;Villa Pugnalin Vai secchi XVIII sec.;Villa Zanasso XVIII sec.; Villa Zeno (Comune di Cessalto); 

Villa Franchin: La denominazione “Prà di Levada” deriva dal fatto che questa era la parte più elevata della zona (allora paludosa) ed era attraversata dalla via “Annia” – strada consolare romana di cui esistono ancora testimonianze (Ponte Romano). Il complesso edilizio è stato donato nel 1490 su Bolla di Papa Innocenzo VIII al Monastero di S. Maria degli Angeli. La Villa e la Barchessa sono state edificate alla fine del ‘500 e la deliziosa chiesetta annessa alla Villa, nella quale si celebrano sovente cerimonie e riti religiosi, risale al 1668, al tempo della Madre Abbadessa Marcello Loredan, come è evidenziato dalle date presenti sulle pietre murate sulla facciata. La Barchessa subì nel corso dei secoli varie trasformazioni, fu proprietà dei Baroni Franchetti che ne modificarono ulteriormente la struttura dandole l’aspetto attuale. Nei primi del 1900 l’imprenditore Cav. Giuseppe Franchin acquistò la tenuta dal Barone Jacopo Franchetti e tuttora la proprietà appartiene alla famiglia Franchin.
La Barchessa è stata oggetto di un accurato recupero strutturale sotto la tutela della Sovrintendenza dei Beni Ambientali delle Ville Venete, che ne ha messo in evidenza i pregi e la purezza delle linee (frontale palladiano).

LASTRA DAZIARIA
Su una casa di via Piavon un'interessante lastra riporta le tariffe del"passo de Ceggia" in vigore nel 1728:"per ogni pedone 7 soldi, piccoli 6; per ogni huomo a cavallo 2 soldi; per ogni carozza 6 soldi; per ogni sedia 4 soldi; per ogni carro 6 soldi; per animali piccoli minuti al cento I soldo, piccoli IO". La lastra testimonia l'intenso utilizzo che un tempo conosceva questa via d'acqua collegata attraverso il Brian alla Laguna di Caorle e, in direzione opposta, tramite il Livenza all'entroterra friulano.


CARNEVALE
Ma è ad una tradizione più che ad un luogo alla quale il nome di Ceggia è legato nell'immaginario popolare, ovvero il suo Carnevale. Da mezzo secolo a questa parte infatti i rioni del paese si sfidano nella costruzione di stupendi carri allegorici che per fattura, tecnica dei movimenti, fantasia e dimensioni fanno della tradizionale sfilata un evento unico a livello regionale, cui assistono annualmente 30.000 spettatori provenienti da tutto il Veneto e il vicino Friuli. Sito Carnevale di Ceggia


MANIFESTAZIONI